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Gli scrittori siciliani nella letteratura italiana

Sapevate che, nel Medio Evo, la lingua della Scuola Poetica siciliana in uso alla Corte di Federico II, Stupor Mundi, costituì la prima lingua letteraria italiana e che in Sicilia fu inventato il sonetto che tanto influenzò gli stilnovisti toscani e lo stesso Dante nel suo De Vulgari Eloquentia scrisse: «Indagheremo per primo la natura del siciliano, poiché vediamo che il volgare siciliano si attribuisce fama superiore a tutti gli altri: che tutto quanto gli Italici producono in fatto di poesia si chiama siciliano … » riconoscendo ai poeti della Scuola siciliana il primato, non soltanto cronologico, della formulazione di un codice poetico della “lingua del sì” (“quod quidem retinemus et nos, nec posteri nostri permutare valebunt”)?

Dal punto di vista letterario, poche regioni possono annoverare un patrimonio così vasto: dai due Premi Nobel siciliani per la letteratura, Pirandello e Quasimodo, alla scuola verista di Verga, Capuana, Rosso di San Secondo. Da Tomasi di Lampedusa, con il suo Gattopardo agli scrittori siciliani del dopo-guerra da Sciascia e Vittorini, da Brancati a Consolo, da Bufalino a Camilleri.

Bene, come vedi ti basterebbe studiare la letteratura siciliana per comprendere meglio tutta l’Italia e persino il mediterraneo ;-)

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