Programma e metodo dei corsi Babilonia

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Dal 1992, il Centro di lingua e cultura italiana Babilonia si occupa di insegnamento dell’italiano LS e L2.

PRINCIPI DI GLOTTODIDATTICA

Il programma dei nostri corsi di italiano parte da un approccio comunicativo inteso ad attivare i processi di apprendimento e acquisizione nelle quattro abilità linguistiche (ascolto, parlato, lettura e scrittura) secondo l’ipotesi del modello acquisizione vs. apprendimento dei comunicativisti, da Krashen in poi, secondo bisogna agire su due livelli per sviluppare la competenza in una lingua: l’acquisizione (che coinvolge il nostro livello subcosciente) e l’apprendimento (che coinvolge il nostro livello cosciente-razionale).

La didattica dei nostri corsi di italiano tiene in considerazione anche le Teorie dell’Intelligenza Multipla di Gardner e della suggestopedia di modo che gli insegnanti presentino in classe attività atte a soddisfare modi diversi di apprendimento.

STUDIARE COM’È FATTA UNA LINGUA O USARE UNA LINGUA?

Oggi, contrariamente a un consolidato orientamento più tradizionale e duro a morire all’interno di certi syllabus accademici, è sapere ampiamente condiviso fra i glotto-linguisti quello di distinguere una fase di apprendimento (fase razionale-cosciente) e una di acquisizione (fase subcosciente) nello studio una lingua straniera.

Basterebbe solo pensare a come un madrelingua impara la propria lingua: solo a livello di acquisizione in fase subcosciente! Sarebbe facile sfidare chiunque a dire che un madrelingua non sapesse usare presente, passato, futuro, condizionale, articoli, preposizioni, ecc, prima di arrivare al primo giorno di scuola elementare.

E come siamo arrivati a un tale livello avanzato di competenza linguistica? Solo in fase subcosciente (acquisizione), senza
nessuna attività di tipo cosciente e razionale (apprendimento). Di certo né mamma né papà ci hanno messo a sedere e a studiare “regole di grammatica” prima che facessimo il nostro ingresso a scuola!

Il Centro di lingua e cultura Babilonia ha quindi, da sempre, voluto riequilibrare questa distorsione presente in molti percorsi didattici più tradizionali e bilanciare le esperienze di apprendimento con quelle di acquisizione, in modo da ottimizzare i processi di espansione dell’interlingua.

IMPARARE UNA LINGUA È COME IMPARARE A NUOTARE: BISOGNA TUFFARSI IN ACQUA PER DIRE DI SAPER NUOTARE!

Allo stesso modo, bisogna tuffarsi nel “mare dell’italiano” per imparare a usare questa lingua.

Per noi, una lingua non è il risultato di una serie di regole grammaticali ma lo specchio di una cultura e di un modo di vedere e interpretare il mondo circostante e l’apprendimento di una lingua non è quindi un processo meccanico.

È un impegno che coinvolge la sfera personale, intellettuale e psicologica di ciascuno. Il fatto puro e semplice che uno studente sia venuto a conoscenza/contatto con un determinato elemento grammaticale, in maniera passiva, non è per noi indice di maturazione/acquisizione linguistica e quindi di possibilità di avanzamento all’interno del percorso didattico.

MEGLIO UNA LINGUA RICCA O UNA LINGUA POVERA?

Fondamentale è l’uso in classe di materiali autentici, per permettere allo studente un’occasione di contatto con lingua autentica (la lingua “vera”) e non con una lingua artificiale, semplificata ad uso degli studenti stranieri, una lingua facile da capire ma che non troverà mai uscendo da scuola, nella vita reale, nelle strade, in TV o sui giornali.

I nostri studenti traggono grande vantaggio dall’uso di materiali autentici perché il loro uso quotidiano agevola un migliore e più efficace inserimento nella realtà linguistica al di fuori della scuola, nella vita e nella società reale.

Lo studente, come i bambini, sviluppano una lingua “ricca” se vivono un ambiente linguisticamente ricco ma se vivono in un ambiente linguisticamente “povero” (attraverso, ad esempio, l’uso di materiali didattici semplificati), svilupperanno una lingua povera!

IL NOSTRO CORSO È UNA TORTA!

E come tutte le migliori torte è composto di tanti indispensabili ingredienti!

Il corso standard è diviso in 2 parti: la sessione di analisi del linguaggio e la sessione di attività comunicative.

Nella sessione di “analisi del linguaggio” tutte le attività hanno come obiettivo cercare di capire come funziona questa lingua, quali sono i meccanismi linguistici. In ciò rientra il concetto di “grammatica” ma in un’accezione di “grammatica” molto più ampia, una “grammatica del linguaggio” presa in esame con un approccio testuale, in contesto e in relazione con gli altri fenomeni linguistici all’interno del testo e non come serie, una lista infinita, di “regole di grammatica”, inutili di per sé se fuori contesto. Per paradosso, potremmo persino arrivare a dire che le “regole” di grammatica non esistono, esistono delle “regolarità” che è una cosa diversa. Ciò è tanto vero che, per ogni “regola grammaticale”, esistono poi decine e decine di “eccezioni”!

Tutte le attività della sessione di analisi del linguaggio attivano i processi di apprendimento (livello cosciente-razionale) e hanno come obiettivo comprendere meglio come funziona la nostra lingua, esplorarne i “meccanismi” che la governano. Le attività di analisi del linguaggio comprendono la produzione orale e scritta controllata e le attività analitiche (morfo-sintattiche, semantico-lessicali, funzionali) di ascolto e lettura.

Nella sessione di “attività comunicative”, invece, tutte le attività hanno come obiettivo cercare di migliorare le competenze comunicative in fase di produzione (parlato e scrittura) e in fase di ricezione (ascolto e lettura), con un approccio olistico, globale, alla lingua piuttosto in contrapposizione all’analisi del particolare, della struttura che avviene nella sessione di “analisi del linguaggio”. Tutte le attività della sessione di attività comunicative attivano i processi di acquisizione (livello subcosciente) e comprendono la comprensione olistica di ascolti e letture (attraverso, ad esempio, attività di ascolto o di lettura ripetute) ed attività di produzione orale e scritta libere, al fine di aumentare le competenze comunicative dello studente.

Queste sono alcune delle attività che proponiamo in classe:

  • nella sessione di “analisi del linguaggio” che esamina in meccanismi della lingua e lavora quindi nel “particolare”, nel “dettaglio”:
    • ascolto analitico
    • parlato controllato
    • lettura analitica
    • scrittura controllata
    • lingua puzzle
    • costruzione di conversazione
    • ricostruzione di conversazione
    • staffetta analitica
    • albero delle parole
    • ecc.
  • nella sessione di “attività comunicative” che guarda alla lingua nel suo aspetto “globale”, “olistico”:
    • ascolto autentico
    • parlato libero
    • lettura autentica
    • scrittura libera
    • role-plays
    • pro e contro
    • giochi
    • ecc

LO STUDENTE AL CENTRO DELLA LEZIONE O L’INSEGNANTE PRIMADONNA?

Per noi, ogni parola in più dell’insegnante è una parola rubata allo studente. Questo motto significa che una lezione in cui l’insegnante parla, parla, parla e conduce il suo show personale, non è una lezione valida. L’insegnante sa già parlare un ottimo italiano… È lo studente che deve fare esperienza e pratica!

Una cosa che non vedrete mai a Babilonia è un insegnante che entra in classe, va alla lavagna e comincia a spiegare una regola di grammatica: noi siamo sadici, a noi piace vedervi soffrire! E vi facciamo soffrire lasciandovi scoprire da soli regole e significati!

Stiamo scherzando, ovviamente, ma crediamo che l’apprendimento sia molto più efficace se lo studente esamina il materiale didattico che gli viene proposto dagli insegnanti, se lo analizza facendo ipotesi e supposizioni sull’uso di un certo fenomeno linguistico, se ne discute e si confronti all’interno della classe con i suoi compagni di corso in modo da pervenire insieme alla soluzione di un problema linguistico (problem solving), con un coinvolgimento attivo della persona.

È un apprendimento che va molto più in profondità e che non si dimentica più per il resto della vita laddove ascoltare passivamente un insegnante che spiega, spiega, spiega una regola grammaticale, il significato di una parola o qualsiasi altra cosa, si dimentica facilmente. È certamente un apprendimento meno faticoso ma molto superficiale!

Le forme e le strutture morfo-sintattiche e/o lessicali sono presentate in maniera deduttiva (dove per “deduttivo” intendiamo che lo studente deve “dedurre” la soluzione a partire dall’osservazione ed analisi di testi scritti o orali, ciò che nella letteratura anglosassone di glottodidattica si definisce “inducive” e malamente tradotta in italiano come “induttiva” dalla letteratura di settore corrente), senza alcuna anticipazione quindi da parte degli insegnanti delle forme e delle strutture che vengono prese in esame durante la lezione in modo da stimolare prima una riflessione e la formulazione di ipotesi da parte degli studenti ed arrivare poi alla “soluzione di un problema” (o alla “scoperta” di un nuovo elemento grammaticale, sintattico o lessicale) attraverso la verifica con gli altri studenti delle proprie ipotesi (con lavori fra pari o in plenum) e quindi solo alla fine di un processo di analisi e riflessione. Una filosofia di insegnamento che prevede, quindi, lo studente al centro del suo processo di apprendimento e che non prevede mai un’anticipazione all’inizio di una lezione fatta in maniera frontale dall’insegnante (tipologia di insegnamento che prevede il docente come protagonista della lezione).

Durante il corso, le forme e le strutture morfo-sintattiche e/o lessicali sono presentate e analizzate in ordine alla loro complessità e frequenza d’uso.

LIBRO DI TESTO O NON LIBRO DI TESTO?

A Babilonia abbiamo deciso di non adottare un libro di testo, non ce n’è nessuno che soddisfi a pieno tutte le nostre esigenze da insegnanti (meglio sarebbe dire, facilitatori o registi).

Preferiamo selezionare il materiale da portare in classe da tutta la bibliografia e produzione di libri di italiano per stranieri presenti a scuola e a disposizione dei nostri insegnanti. E, cosa più importante, tutti i nostri insegnanti sono stati formati alla didattizzazione dei materiali autentici facendone unità didattiche per le loro lezioni. Saranno loro quindi a portare in classe materiale sempre “fresco” e attuale e che risponda al meglio alle esigenze di ogni singola classe o gruppi di studenti. Alla fine del corso, lo studente avrà quindi una collezione di testi e materiali differenti sui quali ha lavorato durante il corso, da portare con sé a casa.

CORREZIONE: ESSERE CORRETTI O NON ESSERE CORRETTI?

Uno degli assilli principali di uno studente è la correzione, il perfezionismo linguistico. E gli approcci tradizionali hanno molto puntato sulla correzione formale e molto poco sul miglioramento delle capacità comunicative dello studente.

Ci capita spesso di incontrare studenti bravissimi nel fare gli “esercizi di grammatica” e assolutamente incapaci a chiedere un bicchiere d’acqua al bar o a rispondere a domande molto semplici. A che serve “sapere” tutta questa grammatica? A che serve coniugare perfettamente il congiuntivo trapassato se poi non puoi raccontare cosa hai fatto ieri?

La pedante correzione da parte dell’insegnante genera spesso ansia nello studente. E più siamo ansiosi più i nostri canali ricettivi si chiudono e la nostra mente si blocca. Noi facciamo sempre riferimento all’acquisizione “naturale” della lingua e guardiamo ai bambini come maestri. Un bambino che viene continuamente interrotto e corretto nel suo tentativo di comunicare si innervosisce, si arrabbia, si blocca, allo stesso modo uno studente che, linguisticamente parlando, è ancora un “bambino”.

Da noi, alla scuola Babilonia, c’è un momento “controllato” per la correzione (o, meglio, per la riflessione collettiva sull’errore), durante la sessione di “analisi del linguaggio”, e c’è un momento “libero”, durante la sessione di “attività comunicative”, una palestra dove esercitarsi e praticare senza la paura e senza l’ansia di sbagliare: finché il messaggio passa e la comunicazione prosegue, va benissimo.

Come per i bambini, il tempo e la pratica affineranno la correttezza formale dell’errore (sulla correzione, leggere Humphris).

Per ciò che concerne l’avanzamento di livello all’interno del corso, gli studenti che non abbiano ancora maturato (acquisito) le strutture prese in analisi durante il corso saranno invitati a ripetere il livello o a ritardare per il tempo necessario l’avanzamento nel successivo livello per continuare l’analisi di particolari strutture non ancora acquisite. L’avanzamento avviene solo in base alle competenze attive dello studente. Questo è un principio irrinunciabile in base al quale programmiamo le nostre attività e gestiamo le nostre classi e i nostri corsi.

STANDARD DI QUALITA’ NELL’INSEGNAMENTO DELL’ITALIANO PER STRANIERI

La nostra scuola di italiano per stranieri è accreditata e riconosciuta da differenti “enti terzi” che hanno ispezionato e certificato l’affidabilità e la professionalità della nostra struttura e dei nostri insegnanti.

Tutti i nostri insegnanti, oltre ad essere laureati, hanno conseguito la Certificazione in “Didattica dell’italiano lingua straniera” di secondo livello (DILS II) dell’Università per Stranieri di Perugia.

La DILS-PG è una certificazione specifica per l’accertamento delle conoscenze e competenze glottodidattiche essenziali per svolgere in maniera efficace e con maggiore consapevolezza la professione di docente di italiano a stranieri. Molti dei nostri insegnanti hanno anche conseguito il DITALS dell’Università per Stranieri di Siena e alcuni il Master Universitario ITALS dell’Università Ca’ Foscari di Venezia in Progettazione avanzata nell’nsegnamento della lingua e cultura italiane a stranieri.

Potete starne certi: sappiamo quello che facciamo!

I nostri corsi sono strutturati per essere conformi agli standard europei fissati dal Consiglio d’Europa e in particolare al QCER – Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue e dall’ALTE.

Il Quadro comune di riferimento europeo distingue tre ampie fasce di competenza (“Base”, “Autonomia” e “Padronanza”), ripartite a loro volta in due livelli ciascuna per un totale di sei livelli complessivi e descrive ciò che un individuo è in grado di fare in dettaglio a ciascun livello nei diversi ambiti di competenza: comprensione scritta (comprensione di elaborati scritti), comprensione orale (comprensione della lingua parlata), produzione scritta e produzione orale (abilità nella comunicazione scritta e orale). Leggi qui per saperne di più sul QCER – Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue.

Presso la nostra scuola, per meglio rispondere alle esigenze dei nostri studenti e offrire classi corrette per le differenti competenze linguistiche, i livelli del programma dei nostri corsi di italiano sono divisi in:

  • Principianti Assoluti
  • A1 pre-elementare
  • A1 elementare
  • A2 pre-intermedio
  • A2 pre-intermedio +
  • B1 intermedio
  • B1 intermedio +
  • B2 superiore
  • B2 superiore +
  • C1 avanzato
  • C2 avanzato

ROTAZIONE INSEGNANTI: COME NELLA VITA, LE VOCI DEI NOSTRI INTERLOCUTORI CAMBIANO

Le nostre classi vogliono essere un laboratorio di vita, una riproduzione in piccolo della realtà linguistica circostante nella vita reale. Ed è per questo che, durante il corso, ogni settimana vi è una rotazione degli insegnanti in classe.

Desideriamo così offrire ai nostri studenti l’opportunità di ascoltare voci diverse, con toni, ritmi ed intonazioni diversi e di avere a che fare con personalità e stili differenti nel corso del soggiorno linguistico perché, come nella vita reale, i nostri interlocutori cambiamo e cambia il tono e la voce.

Purtroppo, si fa presto ad abituarsi al tono e alla voce del proprio insegnante, poi però si fa fatica a capire gli altri!

DURATA DEL CORSO E TEST DI INGRESSO

Potete iscrivervi a un corso di italino per stranieri per un numero di settimane a vostra scelta, a seconda della disponibilità di tempo e della vostra volontà. Il primo giorno di scuola, faremo un breve test di ingresso (scritto e orale) dal cui esito dipenderà il livello appropriato della classe.

MONITORAGGIO CONTINUO DEL PROGRESSO IN CLASSE

In classe, il progresso nell’apprendimento e l’analisi dei processi d’acquisizione degli studenti vengono costantemente monitorati dai docenti durante una riunione didattica settimanale in cui tutti gli insegnanti si riuniscono per discutere quanto avvenuto nelle classi, le attività e i percorsi didattici attivati e le sperimentazioni svolte, al fine di garantire a ogni studente un corretto svolgimento delle fasi di apprendimento e acquisizione e una classe idonea alle proprie competenze linguistiche.

Il ridotto numero di studenti in classe favorisce il coinvolgimento e la comunicazione attiva da parte degli studenti e dà a ogni studente maggiori opportunità di essere protagonista della lezione.

Alessandro Adorno
Fondatore & direttore

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